Ora in Spagna tutto è possibile

Resultados elecciones Espana 2015

Bienvenidos a Italia” titola un editoriale de El Pais scritto alle 2 (due ore e mezza fa rispetto a quando sto scrivendo anche se dovrei studiare, ma avendo seguito da vicino queste elezioni fino all’ultimo sento la necessità di scrivere ciò che penso). In effetti il quadro politico spagnolo dopo stanotte è molto simile a quello italiano, che si era un po’ perso ma che è tornato nelle elezioni del 2013.

Non so se è segno di maggiore democrazia, sicuramente è segno di più frammentazione e instabilità politica.

A tutti è chiaro che, dopo quasi 40 anni, è finito il bipartitismo in Spagna (nella Repubblica italiana non c’è mai stato, quindi non possiamo paragonare questa sorta di cambio, una specie di “seconda Repubblica spagnola”) ma nessuno sa cosa si farà adesso. Nello stesso articolo citato sopra, si dice che gli spagnoli sono impazienti e che non sopportano di andare a letto senza sapere chi ha vinto (con un paragone che in spagnolo rende meglio che in italiano). Ebbene, stamattina saranno tutti abbastanza sorpresi e, chi segue e sente maggiormente la politica, nervosi.

Il punto è che con questi risultati è impossibile formare le alleanze che, a prescindere da quello che dicevano i leader dei 4 grandi partiti, gli elettori si aspettavano. Il Paese è governabile solo, a mio parere, con due alleanze entrambe molto difficili: PP-PSOE, che formerebbero un governo forte ma sono ideologicamente molto lontani soprattutto dopo questa ultima campagna elettorale senza esclusione di colpi, oppure una sorprendente maxi-alleanza PSOE-Podemos-ERC-DiL, che arriva giusto giusto ai 176 seggi richiesti per avere la maggioranza e potrebbe nascere dopo l’apertura di Iglesias sul concedere un referendum per l’indipendenza alla Catalunya seguito contemporaneamente dalle parole di Mas che lasciavano intendere (ovviamente) una maggiore probabilità di sostegno a Podemos piuttosto che ai partiti centralisti nell’ottica di “non indietreggiare di un millimetro nel processo (indipendentista)”, il tutto in diretta tv. Una sorta di partito della nazione contro una sorta di alleanza per una nuova Nazione, quella catalana. Da sottolineare è che il tema dell’indipendentismo catalano assume un ruolo chiave anche nelle elezioni generali e potrebbe addirittura essere fondamentale per la formazione del governo spagnolo, con PP e Ciudadanos che si vedono fortemente penalizzati a causa delle loro posizioni fortemente anti-indipendentiste. Credo che dia più problemi di quello che si aspettavano.

Queste elezioni non sono la prova che il bipartitismo in Spagna è terminato, ma sono il segnale che con questa legge elettorale e un multipartitismo governare è quasi un’impresa.

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