Se una spia cinese che finanzia deputati Labour sembra essere un problema minore delle feste di Downing Street

Se una spia cinese che finanzia deputati Labour sembra essere un problema minore delle feste di Downing Street

Mentre il Party-gate, soprattutto tra i media, travolge il Premier britannico Boris Johnson, nel silenzio quasi totale il servizio di controspionaggio dell’MI5 ha scoperto una spia cinese – Christine Lee – che avrebbe stabilito legami con i parlamentari laburisti tramite “donazioni finanziarie” al fine di influenzare la politica inglese per conto del Partito Comunista Cinese.

Uno di loro avrebbe ricevuto 420.000 sterline e addirittura assunto il figlio della Lee, per la quale l’MI5 ha emesso un avviso individuale considerato rarissimo e quindi indice di una lunga indagine e grande preoccupazione.

Eppure le feste a Downing Street sembrano costituire un problema nazionale e politico ben più grave di quello che il Security Service ha definito il “compito di promuovere l’agenda del Partito comunista cinese” da parte di un avvocato – la Lee – il cui studio legale ha lavorato come consulente legale principale dell’ambasciata cinese a Londra, che ha dichiarato che il suo coinvolgimento con il Parlamento era quello di “rappresentare i cinesi del Regno Unito e aumentare la diversità”, e che ora è accusata di interferenza operando per conto del Fronte Unito, che si occupa di cooptare forze esterne al Partito comunista cinese utilizzandole come strumenti per l’acquisizione di segreti e il consolidamento e il monopolio permanente del potere.

Sapete qual è il problema più grave in tutto ciò? Pare che nel Regno Unito non ci siano leggi in vigore in grado di affrontare le accuse mosse alla Lee. Invece Johnson è già stato interrogato e dovrà difendersi dalle accuse e dagli attacchi ancora a lungo. Fin quando la Lee, probabilmente, sarà già tornata libera in Cina…