Se una spia cinese che finanzia deputati Labour sembra essere un problema minore delle feste di Downing Street

Se una spia cinese che finanzia deputati Labour sembra essere un problema minore delle feste di Downing Street

Mentre il Party-gate, soprattutto tra i media, travolge il Premier britannico Boris Johnson, nel silenzio quasi totale il servizio di controspionaggio dell’MI5 ha scoperto una spia cinese – Christine Lee – che avrebbe stabilito legami con i parlamentari laburisti tramite “donazioni finanziarie” al fine di influenzare la politica inglese per conto del Partito Comunista Cinese.

Uno di loro avrebbe ricevuto 420.000 sterline e addirittura assunto il figlio della Lee, per la quale l’MI5 ha emesso un avviso individuale considerato rarissimo e quindi indice di una lunga indagine e grande preoccupazione.

Eppure le feste a Downing Street sembrano costituire un problema nazionale e politico ben più grave di quello che il Security Service ha definito il “compito di promuovere l’agenda del Partito comunista cinese” da parte di un avvocato – la Lee – il cui studio legale ha lavorato come consulente legale principale dell’ambasciata cinese a Londra, che ha dichiarato che il suo coinvolgimento con il Parlamento era quello di “rappresentare i cinesi del Regno Unito e aumentare la diversità”, e che ora è accusata di interferenza operando per conto del Fronte Unito, che si occupa di cooptare forze esterne al Partito comunista cinese utilizzandole come strumenti per l’acquisizione di segreti e il consolidamento e il monopolio permanente del potere.

Sapete qual è il problema più grave in tutto ciò? Pare che nel Regno Unito non ci siano leggi in vigore in grado di affrontare le accuse mosse alla Lee. Invece Johnson è già stato interrogato e dovrà difendersi dalle accuse e dagli attacchi ancora a lungo. Fin quando la Lee, probabilmente, sarà già tornata libera in Cina…

Hollande come Trump, ma non per i media

Hollande come Trump, ma non per i media

La Francia vuole costruire una barriera a Calais, al confine con la Gran Bretagna, che pagherà per la sua costruzione.
Subito il parallelismo va alla proposta del Repubblicano Donald Trump in America – lì pagherà il Messico – oppure all’Ungheria governata da Orbàn (Fidesz), o alla Spagna del Partido Popular, o ancora all’Austria sempre più vicina al FPO di Strache e Hofer. Come abbiamo visto però, in questo caso i giornalisti non hanno dato la notizia come se fosse una proposta obbrobriosa, non l’hanno criticata come una decisione razzista-nazista-xenofoba-fascista, non hanno fatto cenno ai diritti umani nella loro patria, nessun partito è stato messo alla forca, nessun politico insultato.
Cosa diranno i pacifisti internazionalisti della sinistra nostrana? Si stracceranno le vesti contro il Presidente Hollande, Socialista come loro, o per uguale appartenenza politica taceranno? Una pesante critica sarebbe coerente, altrimenti la smettano di attaccare solo gli avversari in questi temi, perchè dimostrerebbero di non essere interessati alla questione in sè ma solo al becero scontro politico e ai voti.