L’alba di una nuova epoca

image

Buongiorno Gran Bretagna, ce l’hai fatta contro tutto e tutti, e hai scelto la libertà contro l’euroburocrazia nonostante le paure innestate dalla politica e le minacce e le intimidazioni dei mercati e della finanza. Questa che arriva dopo una notte incredibile e al cardiopalma porta con sé un cambio storico.
Non sono uno di quelli che parlano di vittoria della democrazia, perché quella è già avvenuta quando è stato permesso ai cittadini britannici di votare, e perché quegli altri ne parlerebbero solo in caso di vittoria della loro posizione. Quindi per loro oggi non c’è. Vedrete che inizieranno a dirci che i referendum non sono poi così democratici, che vanno limitati o regolati, ripensati, usati solo in alcuni casi… lo stanno già facendo, su Sky TG 24, prima di esordire dopo la pubblicità con “avremmo voluto aprire con un’altra notizia”. Detto questo, che mi confermerete nei prossimi mesi, io parlo di vittoria del coraggio del popolo e della libertà contro la paura e una vera e propria oppressione basata sulla moneta, sui mercati, sullo stritolamento di regole inutili e di una burocrazia asfissiante oltre che sulla manipolazione delle informazioni. Quella manipolazione usata molto, ovviamente, anche in questa campagna, arrivando a strumentalizzare la tragica uccisione di Jo Cox. Guai se avessero fatto la stessa cosa gli euroscettici: il potere dei mezzi di comunicazione li avrebbe massacrati mediaticamente. Invece loro, controllando tale potere, non corrono questo pericolo e possono permettersi di scrivere cosa vogliono e come vogliono.
Il fatto che ci sia una manipolazione dell’informazione è suggerito dal fatto che secondo alcuni sondaggi (tenuti ben nascosti e di cui si è fatto solo qualche timido accenno) nelle settimane precedenti il 16 giugno (data dell’assassinio della Cox) il Brexit era in vantaggio di 10 punti, dato che si è esattamente invertito nei sondaggi appena riaperta la campagna dopo i 3 giorni di stop. E guarda caso subito dopo, forse per non destare sospetti ma nel contempo per tenere alto l’entusiasmo e confermare la contro-tendenza che volevano far credere ma che in realtà esisteva solo nei loro piani, hanno riallineato il vantaggio a 4 punti. Anche oggi, a urne aperte, è uscito un altro poll che dava il Bremain al 52% contro il 48%. Guarda caso poi il risultato è stato esattamente l’opposto. Allora mi viene il dubbio che i sostenitori dell’uscita siano sempre stati in vantaggio e che questo terrorismo mediatico abbia contribuito in parte ad eroderlo ma senza riuscire – come avrebbe voluto – ad invertirlo.
Ma ormai i giochi sono fatti, e chi sta già iniziando a intensificare i messaggi pro UE e a demonizzare i risultati del voto con le considerazioni più disparate e le intimidazioni o critiche più curiose, farebbe meglio a farsi due domande, analizzare il voto e magari pensare che forse questo modello di Europa basato solo sulla moneta e su imposizioni dall’alto per controllare gli Stati e ottenere la loro sovranità che sono costretti a cedere per creare un super-Stato basato sul nulla, non funziona. I campanelli d’allarme c’erano stati (i voti nazionali e delle amministrative in Francia e Italia e quello presidenziale in Austria, solo per citarne alcuni).
Cameron e il nuovo sindaco di Londra, Sadiq Khan, hanno perso così come i laburisti e il segretario Corbyn, invece festeggiano Nigel Farage e Boris Johnson, unici grandi sostenitori della Brexit. Per Cameron è un disastro politico. E la bassa affluenza della Scozia deve essere analizzata bene perché potrebbe essere un sintomo, un segnale, oltre e ben piu che un peso sostanziale del risultato finale.
Guardando invece al nostro Paese, purtroppo noi non possiamo fare questi tipi di referendum, perché sono vietati dall’articolo 75 della Costituzione e anche quella riformata non viene modificata in questo senso. Per cui, per sperare un giorno di poter esercitare questo diritto democratico, possiamo iniziare a seguire l’esempio britannico – uguale e contrario – e votare NO al referendum costituzionale di ottobre, sperando poi che dal prossimo governo o alla prossima modifica costituzionale venga inserita questa possibilità anche per noi abolendo il divieto, freno all’autodeterminazione e alla democrazia, di indirlo.
Ora però, dopo questa lunga notte (come ci hanno ricordato ieri con titoli fotocopia Il Sole 24 Ore, La Stampa e La Repubblica) non vedo l’ora di leggere articoli di euroentusiasti e di riviste eurofile. Ci sarà da divertirsi. Finalmente.

Annunci