Su Gerusalemme Trump applica la legge

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La ricollocazione dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme, per la quale ora la sinistra si strappa le vesti sdegnata e preoccupata e la quale viene definita un errore da giornalisti ed analisti, non è nient’altro che l’applicazione del Jerusalem Embassy Act del 1995, passato quindi sotto la presidenza di Bill Clinton, il quale prevedeva tra l’altro che il passaggio dovesse avvenire non più tardi del 31 marzo 1999, che la città restasse unita (undivided) e che fosse riconosciuta come la capitale dello Stato di Israele.
A Trump, quindi, si può attribuire soltanto la colpa di essere coraggioso, di aver avuto il pelo di fare ciò che Clinton, Bush e Obama hanno evitato per anni. Ma ora applicare una legge passata al Senato (a maggioranza Democratica) per 93 voti a 5 è l’errore di un pazzo ignorante.
Eppure Trump non ha fatto nient’altro che applicare una legge, nient’altro che riconoscere la realtà: Gerusalemme è la capitale di Israele de jure dal 1980, con l’approvazione da parte della Knesset della Jerusalem Law. Poi il fatto che non sia riconosciuta non ne cancella l’effettività. Anche perchè è una legge fondamentale, ovvero equipollente ad un atto costituzionale.