#GiornataMondialedelRifugiato – C’è poco da festeggiare

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Oggi viene celebrata la Giornata mondiale dei profughi. Quanti però sanno chi e quanti sono i profughi presenti nel nostro Paese, e quanti ci dicono la verità su questi dati? Il rischio è che questa categoria di persone costrette ad abbandonare la loro terra, il loro paese, la loro patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi, venga usata da alcuni politici – con l’aiuto di potenti mezzi di comunicazione amici – per giustificare e perpetrare politiche che nulla hanno a che fare con la salvaguardia di chi vive veramente situazioni serie, difficili, pericolose, e che si vede addirittura paragonato a orde di clandestini che raggiungono le nostre coste illegalmente o con l’aiuto di ONG accusate di essere colluse con scafisti e trafficanti di esseri umani.

Ma vedendo cosa prevedono i festeggiamenti a Biella, ovvero concerti, aperitivi, tornei di volley e calcetto, cene etniche (ovviamente non biellesi per migliorare la loro integrazione, ma africane perché siamo noi che dovremmo abituarci ai loro usi culinari), workshop, conferenze, gite e altro, viene da chiedermi come tutto ciò possa aiutare chi davvero soffre la fame in Africa – che non sono i maschi palestrati che vediamo passeggiare con le cuffie o pedalare in bici per Biella – come possa essere d’aiuto a chi combatte contro gli islamici che bruciano le chiese in Africa o a chi è costretto a fare decine di km al giorno per prendere l’acqua per i figli che soffrono di malattie da denutrizione, al contrario di quelli che, ospitati in qualche hotel di Biella, buttano via la pasta che noi e l’UE offriamo gratuitamente, anche sapendo che molto probabilmente va a persone che non scappano dalla guerra ma che godono di somme di denaro tali da permettere loro di pagare le decine di migliaia di dollari (in conversione) necessarie per passare i checkpoint nel deserto ed affrontare la traversata clandestinamente.

Ma il perché della presenza sul nostro territorio di clandestini che sembrano tutto fuorché profughi ce lo dicono i numeri del Ministero dell’Interno: semplicemente non sono profughi! L’altr’anno, su 181.436 clandestini sbarcati, 123.600 hanno fatto la richiesta per ottenere lo status di rifugiato politico. Quindi già 58.000 sono spariti e si presume che erano quindi ben consapevoli della loro condizione di puri clandestini. Di tutte le richieste esaminate, poi, soltanto 4.808 hanno ottenuto lo status di rifugiato: appena il 5%, addirittura soltanto il 2,6% sul totale degli sbarcati! Se si tengono in conto anche gli altri due permessi, quello sussidiario e quello umanitario, i dinieghi totali sui casi esaminati sono ben il 60% (54.254 domande), in aumento rispetto al 58% del 2015. Calcolando tra quei 4.808 rifugiati i 1.590 siriani sbarcati, si rileva come praticamente tutti quelli che sbarcano dai Paesi africani con il maggior numero di immigrati, non abbiano i requisiti necessari per ottenere lo status che oggi le cooperative celebrano: chi scende in piazza oggi, molto probabilmente, è un semplice richiedente asilo al quale verrà negata la domanda ma che intanto le cooperative elevano come simbolo di buona accoglienza cercando di sciacquarsi dalle accuse di business. Eppure mantenere i dipendenti, acquistare e mantenere edifici, ville, scuole ecc. e organizzare manifestazioni ed eventi della durata di oltre un mese ha un costo notevole…

Abbiamo tutti, purtroppo, impresse nella mente le immagini dei bambini africani denutriti e malnutriti, che non hanno i soldi per scappare e per pagare gli scafisti e che nessuno aiuta in Africa, come invece chiede da sempre la Lega Nord. A pensare male verrebbe da dire che ciò accade perché non fruttano alle cooperative rosse i 35 euro al giorno, e se poi ci si mettono in mezzo eventi come quelli in occasione della Giornata mondiale dei profughi, che sembrano improntati più a mettere in buona luce le cooperative che ottengono milioni di euro per l’accoglienza piuttosto che dare un concreto aiuto a chi effettivamente ne avrebbe bisogno, come quei bambini, i sospetti aumentano…

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Hollande come Trump, ma non per i media

Hollande come Trump, ma non per i media

La Francia vuole costruire una barriera a Calais, al confine con la Gran Bretagna, che pagherà per la sua costruzione.
Subito il parallelismo va alla proposta del Repubblicano Donald Trump in America – lì pagherà il Messico – oppure all’Ungheria governata da Orbàn (Fidesz), o alla Spagna del Partido Popular, o ancora all’Austria sempre più vicina al FPO di Strache e Hofer. Come abbiamo visto però, in questo caso i giornalisti non hanno dato la notizia come se fosse una proposta obbrobriosa, non l’hanno criticata come una decisione razzista-nazista-xenofoba-fascista, non hanno fatto cenno ai diritti umani nella loro patria, nessun partito è stato messo alla forca, nessun politico insultato.
Cosa diranno i pacifisti internazionalisti della sinistra nostrana? Si stracceranno le vesti contro il Presidente Hollande, Socialista come loro, o per uguale appartenenza politica taceranno? Una pesante critica sarebbe coerente, altrimenti la smettano di attaccare solo gli avversari in questi temi, perchè dimostrerebbero di non essere interessati alla questione in sè ma solo al becero scontro politico e ai voti.

In risposta al post di don Giorgio De Capitani

“Salvini… Salvini… Salvini…
Salvini di qua, Salvini di là, Salvini di su, Salvini di giù. Non c’è un buco dove non risuoni il nome di Salvini. Non c’è giornale, di destra o di sinistra, che ogni ora non parli di Salvini. Anche la Rai non può più farne a meno. È il nome più gettonato, di moda, che tira…
Il giorno in cui più nessuno parlerà di Salvini, allora sarà la morte. Ma anche la morte porterà sul sedere il bollo di Salvini, e il Padre Eterno, appena ne vedrà lo scheletro, guarderà dall’altra parte per non turbarsi.
Credo che, per evitare che la morte ci trasformi in scheletri bollati di Salvini, sia necessaria subito un’opera di purificazione, di de-salvinizzazione. Come? Spetterà alle nuove generazioni, se vorranno vivere e non morire di Salvini. Ma i giovani di oggi ce la faranno a de-salvinizzare l’Italia? Credo di sì. Spero nella loro energia interiore, dove Salvini non è mai entrato, e non potrà mai entrare, dato che il suo regno è di “questo” mondo, ovvero del mondo degli allocchi, degli idioti, degli analfabeti, dei cazzari, degli imbecilli, dei panciaroli, e così via. Spero che al più presto il nome di Salvini lo troveremo solo sulla fronte degli scheletri che Dio stesso ha abbandonato nella valle delle ombre infernali”. (don Giorgio De Capitani)

Caro don De Capitani, è un giovane di oggi che le parla: un giovane che crede più nella politica (quella buona, si intenda, non tutta) anche se al giorno d’oggi è in pessima salute piuttosto che alla Chiesa. Sa perché? Perché la Chiesa invece di fare il proprio dovere perde tempo a criticare, insultare, bacchettare i politici. Non ho mai sentito il cattivo Salvini pronunciare parole così piene d’odio verso la Chiesa né verso nessuno. Invece alcuni religiosi con i piedi al caldo si permettono di intervenire in politica e criticare i partiti e i politici, che poi alla fine è solo uno, che hanno delle idee diverse degli altri su una questione importante come l’immigrazione clandestina. Ebbene, dall’alto dei 2 mila miliardi di possedimenti di cui gode la Chiesa, non le è concesso dare lezioni a nessuno, menché meno sull’immigrazione clandestina, in quanto nella Città del Vaticano i clandestini sono puniti con la reclusione e il pagamento di una multa. Quando si dice predicare bene e razzolare male… Su una cosa però sono d’accordo con lei: questo mondo è pieno di idioti!

Tagliati 7 milioni per il buono scuola in Piemonte, stanziati 2 milioni per gli immigrati a Biella

Tagliati 7 milioni per il buono scuola in Piemonte, stanziati 2 milioni per gli immigrati a Biella

Questo è il mio primo articolo. Volevo scrivere qualcosa sui miei territori, ai quali sono molto legato, cioè Biella e il Piemonte. Purtroppo però in questo periodo non si può che riportare brutte notizie: mentre il Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha deciso di tagliare 7 milioni al buono scuola, 1 milione al diritto allo studio universitario, 1 milione allo sport e ben 13 milioni alla cultura, a Biella (la mia città) è stato aperto un bando da parte della Prefettura su ordine del Ministero del valore di oltre 2 milioni di euro per ospitare circa 230 immigrati “richiedenti asilo”, quindi clandestini.

Vedere spesi così i soldi dei piemontesi fa rabbia. Un territorio bellissimo deve rinunciare a milioni di euro che potrebbero servire per migliorare una situazione molto difficile e invece, come al solito, lo Stato italiano pensa prima a sistemare centinaia di clandestini in una società culturalmente diversa e già in ginocchio. Non solo, lo stesso Stato finanzia l’alloggiamento degli immigrati sul territorio biellese, ovviamente attingendo dalle tasse dei cittadini, mentre tartassa questi ultimi di altre tasse e poi diminuisce i fondi per diritti importantissimi e imprescindibili come quello dello studio.

Questa situazione non può andare avanti a lungo, perchè i piemontesi sono brava gente e con tanta pazienza, ma se dopo anni di duro lavoro e sacrifici enormi vengono trattati così, si ribelleranno anche loro. E possono ribellarsi democraticamente, alle prossime elezioni, a breve…