600 biellesi in pensione grazie a quota 100

600 biellesi in pensione grazie a quota 100

Salvini l’aveva promesso in campagna elettorale e la Lega ha mantenuto l’impegno: quota 100 è legge!

Grazie alle nuove norme, si stima che potranno andare in pensione almeno 600 biellesi che erano stati truffati dalla legge Fornero, votata all’epoca da tutti i partiti tranne proprio che dalla Lega.

Biella conta il maggior numero di pensioni di anzianità, per cui la possibilità di accedere prima al pensionamento fino al minimo di 62 anni (+38 di contributi) inciderà ancora maggiormente nel nostro territorio.

Ma permettere ai più anziani di raggiungere la pensione significa creare opportunità di lavoro per i giovani.

Questa è la scommessa della Lega.

Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Vi ricordate quando ci dicevano che non era attuabile? Dicevano che non c’era una connessione tra pensionamenti e assunzioni. Erano però gli stessi che ci ripetevano che non si poteva toccare la legge Fornero e che non saremmo riusciti a modificarla. Invece abbiamo mantenuto la promessa!

E dato che Biella è la città che beneficia maggiormente della quota 100, c’è da aspettarsi che sia anche una delle città a beneficiare maggiormente di un ritorno occupazionale.

Abbiamo dimostrato di mantenere la parola e, seppur con tutte le difficoltà, di voler cambiare rotta. Il 26 maggio ci servirà ancora la vostra fiducia per portare avanti delle riforme che vanno verso la meritata pensione per chi ha lavorato una vita e verso una opportunità per chi un lavoro lo sta cercando.

Annunci

MGP in visita all’Europarlamento di Strasburgo

IMG-20161214-WA0025.jpg

Anche il Movimento Giovani Padani di Biella ha partecipato alla visita dell’Europarlamento di Strasburgo nella 3 giorni organizzata dal Movimento con il gruppo europarlamentare della Lega Nord, diventato ormai un appuntamento fisso nel calendario degli eventi MGP. La delegazione biellese ha rappresentato la nostra provincia e assieme agli altri giovani ha esposto cartelli contro l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea e uno striscione che recitava: “Potete imporci i vostri governi, ma non potrete mai toglierci la nostra libertà!”. Alessio Ercoli, coordinatore del MGP Biella, spiega: “Questa iniziativa del partito rivolta a noi giovani è un’importante opportunità per rendersi conto dell’attività svolta dai nostri rappresentanti nell’Europarlamento, dove la Lega Nord rappresenta ad oggi una linea chiara e coerente, al di fuori degli schemi destra-sinistra che in Europa sono allineati su decisioni per noi demenziali, come ad esempio il dialogo con la Turchia di Erdogan per il suo ingresso nell’UE in cambio di miliardi di euro pagati anche da noi, oppure le sanzioni alla Russia, che sono state proprio ieri estese fino alla metà del 2017, e che sono costate al nostro Paese miliardi di euro in commercio e centinaia di posti di lavoro. Durante la permanenza a Strasburgo è stato con noi Matteo Salvini, a dimostrazione della differenza tra la vicinanza umana del nostro leader e la distanza delle élite di quell’establishment che sta logorando il popolo. La parte più bella del viaggio è stato vedere negli occhi dei ragazzi la felicità per questa opportunità che solo il MGP sa offrire”.

In risposta al post di don Giorgio De Capitani

“Salvini… Salvini… Salvini…
Salvini di qua, Salvini di là, Salvini di su, Salvini di giù. Non c’è un buco dove non risuoni il nome di Salvini. Non c’è giornale, di destra o di sinistra, che ogni ora non parli di Salvini. Anche la Rai non può più farne a meno. È il nome più gettonato, di moda, che tira…
Il giorno in cui più nessuno parlerà di Salvini, allora sarà la morte. Ma anche la morte porterà sul sedere il bollo di Salvini, e il Padre Eterno, appena ne vedrà lo scheletro, guarderà dall’altra parte per non turbarsi.
Credo che, per evitare che la morte ci trasformi in scheletri bollati di Salvini, sia necessaria subito un’opera di purificazione, di de-salvinizzazione. Come? Spetterà alle nuove generazioni, se vorranno vivere e non morire di Salvini. Ma i giovani di oggi ce la faranno a de-salvinizzare l’Italia? Credo di sì. Spero nella loro energia interiore, dove Salvini non è mai entrato, e non potrà mai entrare, dato che il suo regno è di “questo” mondo, ovvero del mondo degli allocchi, degli idioti, degli analfabeti, dei cazzari, degli imbecilli, dei panciaroli, e così via. Spero che al più presto il nome di Salvini lo troveremo solo sulla fronte degli scheletri che Dio stesso ha abbandonato nella valle delle ombre infernali”. (don Giorgio De Capitani)

Caro don De Capitani, è un giovane di oggi che le parla: un giovane che crede più nella politica (quella buona, si intenda, non tutta) anche se al giorno d’oggi è in pessima salute piuttosto che alla Chiesa. Sa perché? Perché la Chiesa invece di fare il proprio dovere perde tempo a criticare, insultare, bacchettare i politici. Non ho mai sentito il cattivo Salvini pronunciare parole così piene d’odio verso la Chiesa né verso nessuno. Invece alcuni religiosi con i piedi al caldo si permettono di intervenire in politica e criticare i partiti e i politici, che poi alla fine è solo uno, che hanno delle idee diverse degli altri su una questione importante come l’immigrazione clandestina. Ebbene, dall’alto dei 2 mila miliardi di possedimenti di cui gode la Chiesa, non le è concesso dare lezioni a nessuno, menché meno sull’immigrazione clandestina, in quanto nella Città del Vaticano i clandestini sono puniti con la reclusione e il pagamento di una multa. Quando si dice predicare bene e razzolare male… Su una cosa però sono d’accordo con lei: questo mondo è pieno di idioti!

Comunali Aosta: il mio impegno (ed è solo l’inizio!)

Comunali Aosta: il mio impegno (ed è solo l’inizio!)

Da quando sono arrivato ad Aosta ad ottobre, per frequentare l’Università, ho incominciato a conoscere l’ambiente politico valdostano: vista da Biella, la Regione autonoma Valle d’Aosta – a Statuto speciale – per un leghista è motivo di interesse e anche “invidia”, quindi ero molto motivato a scoprire i vari partiti “autonomisti” e questa realtà che ha dato i natali a Bruno Salvadori, i quali ideali federalisti ispirarono Umberto Bossi. Con il passare del tempo ho visto e capito che l’Union Valdotaine non è più quella di Salvadori e anche gli altri partiti locali stanno purtroppo abbandonando il tema del federalismo.
Ne è un esempio lampante proprio l’UV stessa, che per le elezioni comunali di Aosta del 10 maggio si allea con il PD, cioè il partito italiano più centralista che però ad Aosta si professa incredibilmente autonomista! Non basta: lo stesso PD ha da poco presentato in Parlamento il ddl Morassut – Ranucci, che prevede la cancellazione della Valle d’Aosta e la sua annessione con Piemonte e Liguria (anch’esse cancellate) nella “Regione Alpina”. La frase di Salvini: “Allearsi con il PD è come mettere l’Avis in mano a Dracula” ben sintetizza l’assurda situazione politica aostana. È lampante quindi che questa coalizione sia nata solo per vincere ad Aosta, ma è incredibile vedere come gli interessi di partito abbiano la precedenza e anzi scavalchino le ideologie, e lo è soprattutto in Valle d’Aosta, dove tra la gente c’è un forte spirito indipendentista e di attaccamento al territorio. Inoltre, dopo i recenti scandali che hanno colpito tutti i partiti tranne la Lega Nord (e il M5S), la Lega si propone come l’unico partito credibile e veramente autonomista e federalista in Valle d’Aosta (il M5S non lo è di certo).
Nel giro di pochi mesi la Lega Nord Valle d’Aosta è cresciuta moltissimo, e anche grazie all’avvicinamento di molti giovani interessati alla politica e disgustati dai giochetti degli altri partiti, siamo riusciti, in vista delle elezioni comunali di Aosta, a creare una coalizione assieme alla lista civica Aosta nel Cuore, della quale faccio parte, per provare a cambiare le cose. Tengo molto a dire che siamo l’unica coalizione autonomista e che abbiamo candidato molti giovani, ma soprattutto che nessun candidato di entrambe le liste ha mai svolto incarichi istituzionali precedentemente, neanche Nicoletta Spelgatti e Andrea Manfrin, candidati sindaco e vicesindaco di coalizione.
La visita del segretario Federale Matteo Salvini ad Aosta, avvenuta domenica sera, ha visto una partecipazione incredibile: più di 400 persone, dei quali tanti giovani, con tanto entusiasmo e voglia di cambiare. Salvini ha toccato tutti gli argomenti, ricevendo innumerevoli applausi dal pubblico. Durante la serata è stato anche fatto un riassunto del nostro programma di coalizione, che mira alle proposte realizzabili e non alle facili promesse da campagna elettorale. Come sempre c’è stato un bagno di folla sia al suo arrivo che appena finito il comizio, e la cosa più bella è stata vedere tantissimi ragazzi e ragazze che ho conosciuto da poco chiedermi se potevano fare una foto con Salvini. Così mi sono improvvisato fotografo e per una buona decina di minuti ininterrotti ho immortalato i volti sorridenti di tutte quelle persone che sono venute perché vedono in noi l’unica alternativa e l’unica speranza. Alla fine della serata, mi sono complimentato con Salvini per l’impegno e la passione che ci mette (quel giorno aveva un tour in Lombardia con altri 3 comizi in 3 città diverse!) e gli ho chiesto se potevo fare io, adesso, una foto con lui e la nostra candidata sindaco Spelgatti. Per aver organizzato tutto in sole 36 ore, a causa della fittissima agenda di impegni di Salvini, la serata è stata un successone ed è stata la prova che abbiamo riacceso la voglia di riscatto e la fiducia dei delusi di anni di cattiva politica. Anche in Valle d’Aosta, la Lega Nord è al fianco dei cittadini!

Quando chi si definisce “antifascista” si comporta da fascista

Quando chi si definisce “antifascista” si comporta da fascista

Si definiscono “antifascisti”. Sono i ragazzi che in questo video cercano di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere piazza Solferino, dove la Lega Nord sabato 28 marzo stava facendo una manifestazione pacifica e autorizzata, esattamente al contrario del corteo dei centri sociali e degli anarchici.

Io li chiamo anarco-comunisti. Anarchici perchè sono contro ogni forma di governo e di politica (senza proporre tra l’altro nulla), comunisti perchè basta guardarli: appartenenti ai centri sociali di sinistra (ma contro il PD), con bandiere rosse, rasta e addirittura una bandiera con falce e martello!

Il loro legame è l’identificarsi come “antifascisti” e “antirazzisti”. A vedere da come si comportano li definirei invece “fascio-comunisti” e “antisicurezza”: la ragazza che inveisce piena di rabbia contro di loro definendoli “merde… schifo… dovete concimare la terra” ne è un esempio, seppure non il peggiore.

Per fortuna questa volta c’è un video che immortala chi sono i violenti e chi quelli che democraticamente, lì vicino, stavano esprimendo le loro idee senza insultare nessuno e soprattutto senza attaccare la polizia. Anzi, e posso affermarlo in quanto io stesso ero in piazza Solferino, quelli accusati di essere “fascisti” (cioè i leghisti) hanno ringraziato le forze dell’ordine, dichiarando che non è normale mettere a rischio la vita di centinaia di poliziotti, mobilitati per proteggere l’incolumità (possiamo dire la vita anche in questo caso!) di altre persone che in un sabato pomeriggio si sono trovati per protestare contro il governo del Piemonte, ma portando anche proposte.

La differenza tra i “fascio-comunisti” e quelli che definiscono “fascisti-razzisti-xenofobi-nazisti” (sempre i leghisti) è che questi ultimi fanno politica in modo pacifico e portando proposte, mentre i primi “fanno politica” (per così dire) basandosi sull’odio dell’avversario e delle sue idee, insultandolo e definendolo con aggettivi più vicini alle loro caratteristiche. Fino ad adesso hanno fatto una certa presa sull’opinione pubblica le accuse di “fascismo” rivolte verso chi chiede una politica diversa, ad esempio, sull’immigrazione clandestina; ma vedere video come questo e partecipare alle manifestazioni della Lega Nord scortato dalla polizia con gli anarco-comunisti che ti insultano e cercano di raggiungerti armati di mazze, fanno capire chi sono davvero i violenti: in questo caso i fascio-comunisti.